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Ambienti - 20 Marzo 2020

Uso del travertino (e di altri marmi o pietre) nelle piscine

Ma il travertino è un materiale idoneo per una piscina?

Questa domanda, assai legittima peraltro, spesso viene posta da chi sta scegliendo i materiali di finitura della propria nuova piscina. La risposta è sicuramente affermativa e può essere spiegata in molti modi; dai più empirici, basati sull’osservazione, ai più tecnici.

Il travertino si forma per stratificazioni di depositi calcarei presenti in acque particolarmente ricche di questo minerale. Nasce quindi in acqua.
Troviamo sempre cave di travertino in presenza di abbondante acqua: il travertino è nel suo habitat naturale!

Travertino per piscine
E infatti, osservando l’uso che nella storia è stato fatto di questo materiale, si conferma il connubio acqua/travertino: esistono innumerevoli esempi di manufatti in travertino adibiti al contenimento dell’acqua. Da semplici vasche e anonime fontane, a veri capolavori della storia dell’arte.

Le antiche terme Romane erano perlopiù realizzate in travertino. Le piscine, le vasche, le zone calde e fredde di questi magnifici edifici, erano in questo materiale.
Ma anche fontane che sono parte del patrimonio artistico dell’umanità.
La Barcaccia di Bernini, La fontana dei quattro fiumi, sempre di Bernini in Piazza Navona, la Fontana di Trevi: tutte opere che contengono acqua, che dall’acqua emergono, che da questa sono lambite e la contengono.

Barcaccia bernini travertino
Ma anche innumerevoli opere meno prestigiose sono in travertino. Le terme di Saturnia e di Rapolano; un numero imprecisato di piscine pubbliche e private.

Tutto questo ci dice che il travertino è un materiale perfetto per le piscine, vasche o altri elementi che contengono acqua.

Indagando sulla questione in maniera più tecnica, le considerazioni da fare, i suggerimenti e gli accorgimenti da adottare sono comunque assai pochi e comunque il più delle volte facenti parte di una buona gestione e progettazione di una piscina in travertino  o pietra naturale.

Il travertino come molti marmi e pietre calcaree, ha come unico agente aggressivo l’acido.
Non sono i prodotti chimici, né gli antialga o il cloro presente in piscina, che danneggiano o deteriorano il travertino.
L’unica cosa è appunto, l’eventuale acidità dell’acqua.

Il valore del PH dell’acqua è da tenere sotto controllo. Un PH in diminuzione renderà l’acqua più acida e quindi più aggressiva: non solo aggredirà la pietra, ma anche e soprattutto renderà la qualità dell’acqua più scadente, innescando un processo di deterioramento della medesima, talvolta anche difficilmente controllabile con la semplice aggiunta di più cloro o più antialga.
Per questo, una piscina in travertino ben progettata avrà un piccolo dispositivo di controllo automatico dell’acqua che ogni giorno ne testerà il valore del PH, immettendo automaticamente un correttivo di acidità dell’acqua in piscina.
Ciò permetterà ai prodotti chimici presenti di agire al meglio per la perfetta salubrità e bellezza dell’acqua, al contempo garantendo lunga vita alle vostre pietre di finitura!

Piscina sulle colline del chianti pietre di rapolano

Ultima riflessione da fare riguarda le piscine cosiddette “a sfioro”, piscine in cui l’acqua tracima in una vasca di raccolta, creando un flusso continuo d’acqua lungo una superficie di pietra: lo scorrimento, l’azione abrasiva di questo passaggio, se combinata ad un’acqua acida (perché non gestita bene secondo quanto suggerito sopra) tenderà a sciupare maggiormente gli elementi di bordo ove questo passaggio avviene.
Anche in questo caso una corretta gestione e controllo del PH ci metterà al sicuro da ogni tipo di problema.

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