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Ambienti - 30 agosto 2019

Realizzare la semplicità. Intervista all’architetto Alessandro Pardini

Alessandro Pardini, classe 1974, viareggino d’origine, è un architetto che opera in Toscana e che fonda le sue architetture su elementi essenziali come lo spazio, le proporzioni, la luce, i materiali. Formatosi all’Università di Firenze, ha iniziato la sua carriera affiancando l’architetto Simone Micheli nel corso di Arredamento dal 2005 al 2010.

Alessandro pardini architetto Qual è il suo approccio creativo a un nuovo progetto?

La fase di concept dura pochi istanti, è una cosa molto istintiva, quasi mistica. Devo recarmi sul posto, vedere il luogo, studiarlo, guardare la luce, percepire le energie che emana, dopodiché, come due slides che si dissolvono l’una dopo l’altra, vedo annebbiarsi il reale ed apparire il progetto finito. E’ una sorta di trance progettuale. Solo dopo avviene la fase di progetto vera e propria, al computer: fase meticolosa che impegna molto tempo e che serve per studiare percorsi, spazi, ingombri, illuminazione e numerosi dettagli costruttivi che per la maggior parte rimangono nascosti e di cui mai nessuno si accorgerà.

 

La sua filosofia minimalista deriva dalla sua cultura e formazione oppure è un’attitudine personale?

Ormai è diventato un modo di pensare, è la costante ricerca di eliminare l’eccesso, il superfluo, l’inutile in ogni aspetto della vita.

Ristorante fubis pietrasanta
Ristorante FUBI’S – Pietrasanta (Lu) _ Parete in PDR008 – VENATO SCURO

La causa scatenante di tutto è aver incontrato lungo il cammino della mia carriera universitaria un Maestro come il Prof. Remo Buti con il quale poi mi sono laureato. Il tema del suo esame del mio anno di corso fu: “Progettare una stanza vuota”. Da lì è cambiato totalmente il mio approccio all’architettura. Capii che si poteva progettare per sottrazione anziché per addizione di elementi. Nel corso degli anni poi la mia passione mi ha portato a studiare la architetture semplici, quelle che si possono definire “architetture senza architetti”: le Pievi romaniche, le case ed i fienili dei contadini toscani, le abitazioni che si affacciano sul mediterraneo come le masserie, i Dammusi siciliani, le case Eoliane, le Fincas spagnole. Tutte architetture dove è bandita ogni forma di decoro, dove non c’è niente di più che il necessario; le geometrie sono dettate dalle funzioni, i materiali dal luogo dove si trovano, le aperture e le masse murarie dalle esposizioni e dai venti.

Ristorante fubis pietrasanta

Ristorante FUBI’S – Pietrasanta (Lu) _ Parete d’ingresso in PDR008 – VENATO SCURO

L’uso dei materiali naturali accomuna tutti i suoi progetti, perché sono i suoi prediletti?

Innanzi tutto proprio perché naturali! Fortunatamente non hanno bisogno di etichettature prefissoidi tipo “bio”, “eco”, ecc. Non inquinano e possono essere riciclati in molti modi. I materiali naturali hanno un’anima, sono vivi. A differenza di quelli artificiali hanno profondità e quindi donano profondità. Sono malleabili e più semplici da gestire, possono essere tagliati in qualsiasi punto, la loro sezione è quasi più bella della superficie. Sono eterni.

Qual è secondo lei la value proposition della pietra?

La pietra è in assoluto il materiale da costruzione che prediligo, generalmente la preferisco allo stato grezzo o comunque non lucidata. La pietra respira e traspira. La pietra invecchia benissimo, o forse sarebbe meglio dire: “non invecchia”. La pietra non ha tempo! E’ al di là delle mode. La pietra può essere ri-levigata infinite volte e quindi tornare come nuova ogni qualvolta si voglia. Toccare la pietra vuol dire entrare in contatto con una superficie che ha qualche milione di anni, vuol dire assorbirne le energie. Una pietra usurata e consumata è sempre una bella pietra! Ha dei vantaggi anche dal punto di vista economico: se ad esempio considerata in ambito di rivestimento (pavimento o murale) spesso costa meno di altri materiali.

Attualmente sta lavorando a un nuovo progetto?

Ho appena iniziato i lavori di ristrutturazione di una Villa ottocentesca sulle colline della Versilia. Un posto magico incastonato tra la pianura e le Apuane affacciato su di un lago privato.

Lungocanalebar
LUNGOCANALE BAR – Viareggio (Pi) _ Parete retro bancone in PDR008 – VENATO SCURO

 

Lungocanalebar
LUNGOCANALE BAR – Viareggio (Pi) _ Parete laterale in PDR008 – VENATO SCURO

 

In quale ambito le piacerebbe cimentarsi in futuro?

Tanti miei colleghi risponderebbero “un grattacielo a Dubai o New York”, a me istintivamente verrebbe da dire un edificio di culto, ma in realtà c’è un tema che da sempre mi affascina ed è il tema del negozio. Credo che, in controtendenza a ciò che Internet ci propone (o impone), il futuro non sarà solo di vendite on-line, ma anzi, la vendita di un prodotto avrà sempre bisogno di un luogo fisico dove essere esposto, presentato e venduto. Da sempre il mio sogno e quello di progettare un negozio di…frutta e verdura!

Progetti di: Alessandro Pardini architetto |

Foto del LungoCanale Bar di: Giovanni Romboni |

Foto del ristorante Fubi’s di: Pietro Savorelli |

Ristorante FUBI’S

Pianta lungomare x
LUNGOCANALE BAR – Viareggio (Pi) _ Planimetria